Vincenzo Riccobono denominò questo genere nel 1909 per ricordare Antonino Borzì, fondatore degli orti botanici di Messina e Palermo.
Il luogo d’origine è Ecuador meridionale fino al Perù settentrionale.
La specie può essere ancora rintracciata come Seticereus Bckbg, genere che è stato abolito. Pianta semi prostrata e poi ascendente, dal fusto lungo circa 70 cm e di 3 – 5 cm di diametro, verde scuro. Le costolature sono 10 – 12, più o meno tubercolate, con depressioni trasversali fra le piccole areole distanziate 1 – 1,5 cm e ricoperte di lanugine gialla. Le spine radiali sono sottili e numerose, quelle centrali sono circa sei e possono superare il centimetro. Tutte le spine sono bruno castano, talvolta rossiccio, rigide e dritte; quelle del cefalio sono dello stesso colore ma più flessibili e unite a setole dall’aspetto sericeo, dritte o arricciate, biancastre.
I fiori, di colore variante dal rosa al carminio, sono lunghi circa sette centimetri, con lungo tubo dello stesso colore, scaglioso, e con corti peli biancastri; i segmenti del perianzio sono lanceolati.
Benchè molto fiorifero da adulto, non è comune in coltura, forse perchè il suo portamento lo rende più adatto alla coltivazione all’aperto che a quello in vaso. La propagazione è per talea o per seme.
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